L’Islanda, la terra dove fuoco e ghiaccio si incontrano, è un paese che colpisce fin dal primo momento. Pur essendo una nazione poco popolata, offre scenari unici al mondo, dove ghiacciai, vulcani, geyser e cascate convivono in un equilibrio sorprendente. In poche ore è possibile passare da una spiaggia di sabbia nera a un ghiacciaio millenario, oppure da una cascata impetuosa a una laguna ricca di iceberg. È una destinazione capace di affascinare in ogni stagione, regalando emozioni che difficilmente si dimenticano.
Il clima è di tipo subartico, ma risulta più mite rispetto ad altre regioni situate alla stessa latitudine grazie all’influenza della Corrente del Golfo. Le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente, rendendo il tempo uno degli elementi più imprevedibili dell’esperienza islandese. Durante la nostra permanenza lì abbiamo avuto modo anche di vedere l’eruzione del vulcano a Grindavik, esperienza allo stesso tempo spaventosa e stupefacente, come fuoco e ghiaccio si potessero incontrare in un unico territorio.
“L’Islanda e’ il luogo dove la Terra puo’ essere vista mentre si crea.”
— Jules Verne
L’Islanda dispone di numerosi aeroporti, con Keflavík International Airport come principale hub internazionale e Reykjavík Domestic Airport come centro per i voli interni; il nostro viaggio comincia proprio dall’aeroporto di Keflavík. Per visitare L’Islanda e poter percorrere la celebre Ring Road consiglio di noleggiare un auto in anticipo; ci sono diversi noleggi anche vicino all’aeroporto ed è possibile prenotare senza carta di credito se si cerca bene.
In base alla stagione in cui si decide di andare è bene stare attenti alle bufere di neve o di sabbia, non sono uno scherzo e spesso capita di sbandare fuori strada nella neve profonda, di vedere il proprio portellone spazzato via dal vento o di finire su rocce vulcaniche, consiglio quindi di stare sempre vigili e di pensare ad una estensione di garanzia dovesse mai succedere qualcosa.
Reykjavík: la capitale più a nord del mondo
Una volta atterrati e recuperata la macchini ci dirigiamo verso la capitale Reykjavík; si tratta della città più popolosa del paese, nonché la capitale più settentrionale del mondo. Pur essendo una città di dimensioni contenute rispetto ad altre capitali europee, concentra gran parte della popolazione islandese e rappresenta il principale centro culturale, economico e politico della nazione.
Fondata dai primi coloni norreni nel IX secolo, il suo nome significa letteralmente “Baia del Fumo”, un riferimento ai vapori geotermici che i Vichinghi notarono al loro arrivo sull’isola. Ancora oggi l’energia geotermica svolge un ruolo fondamentale nella vita quotidiana della città, alimentando abitazioni, piscine e servizi pubblici in modo sostenibile.
Reykjavík si distingue per la sua atmosfera tranquilla e accogliente. Le sue strade sono caratterizzate da case colorate, edifici moderni e una forte attenzione al design e all’arte. Nonostante le dimensioni ridotte, la città offre una vivace scena culturale fatta di musei e gallerie.
Uno dei simboli più riconoscibili della città è la Hallgrímskirkja, l’imponente chiesa luterana che domina lo skyline cittadino con la sua particolare architettura ispirata alle colonne di basalto tipiche dei paesaggi vulcanici islandesi. Dalla sua torre si può ammirare una splendida vista panoramica sui tetti colorati della città, sulle montagne circostanti e sull’oceano.
Passeggiando sul lungomare si incontra il Sun Voyager, una suggestiva scultura in acciaio che richiama una nave vichinga e rappresenta uno dei luoghi più fotografati della capitale. Poco distante si trova l’Harpa Concert Hall, moderno centro culturale affacciato sul porto, celebre per la sua facciata in vetro che riflette la luce e i colori del cielo islandese.
Il centro storico è facilmente visitabile a piedi e ospita negozi, caffetterie, ristoranti e locali dove è possibile assaporare la cucina islandese e immergersi nella vita quotidiana degli abitanti. La via principale, Laugavegur, è il cuore commerciale della città e rappresenta uno dei punti di ritrovo più frequentati sia dai residenti che dai turisti.
Reykjavík rappresenta il punto di partenza per esplorare il resto dell’Islanda, ma è una città affascinante anche da visitare di per sé.
“Hallgrímskirkja”
“La strada arcobaleno"”
“Sun Voyager”
Primo giorno in Islanda: alla scoperta del Circolo d’Oro
Per vedere alcuni dei posti più belli dell’Islanda non serve per forza stare due settimane o percorrere tutta la Ring Road, certo è un viaggio che almeno uno volta nella vita va fatto, ma a noi sono bastati quattro giorni per poter ammirare posti magnifici.
Il primo giorno la partenza è stata presto, anche perché in inverno le ore di luce sono poche e vanno sfruttate tutte al massimo; destinazione il Parco Nazionale del Pingvellir, dichiarato Patrimonio dell’UNESCO, si trova a circa 40 chilometri da Reykjavík ed è una delle tre tappe principali del celebre Circolo d’Oro. La particolarità di Þingvellir è la sua posizione tra la placca tettonica nordamericana e quella euroasiatica. Qui è possibile osservare chiaramente le fratture create dal lento allontanamento delle due placche, un fenomeno geologico unico che rende il paesaggio spettacolare e in continua evoluzione. Tra canyon, distese laviche e acque cristalline, il parco offre alcuni degli scenari più suggestivi dell’intera Islanda. All’interno del parco è possibile ammirare la cascata Öxarárfoss, che durante l’inverno si trasforma in uno scenario fiabesco grazie al ghiaccio e alla neve che ricoprono le rocce circostanti.
Proseguendo lungo il Circolo d’Oro si raggiunge l’area geotermica di Geysir, uno dei simboli più celebri dell’Islanda. Il nome stesso “geyser” deriva proprio dal grande Geysir, una sorgente termale che in passato eruttava getti d’acqua bollente alti anche oltre 70 metri e che ha dato il nome a tutti i geyser del mondo. Oggi il protagonista dell’area è Strokkur, un geyser estremamente attivo che erutta regolarmente ogni pochi minuti. Prima dell’eruzione si può osservare l’acqua ribollire e gonfiarsi formando una caratteristica cupola azzurra, seguita da un potente getto che può raggiungere i 20-30 metri di altezza. È uno spettacolo naturale che riesce a sorprendere ogni volta, indipendentemente dal numero di eruzioni osservate.
L’intera area geotermica è caratterizzata da pozze di acqua calda, fumarole e terreni colorati dai minerali presenti nel sottosuolo, offrendo un paesaggio quasi surreale. In inverno il contrasto tra il vapore caldo che si alza dal terreno e la neve che ricopre il paesaggio rende l’esperienza ancora più suggestiva. Di fronte si trova anche un punto di ristoro perfetto per riposarsi e per acquistare qualche gadget.
Il viaggio riprende, con una breve interruzione per ammirare i famosi cavalli islandesi lungo la strada, direzione Gullfoss, il cui nome significa “Cascata d’Oro”, che è una delle attrazioni naturali più famose e spettacolari dell’Islanda. Situata nel sud-ovest del paese, lungo il celebre percorso del Circolo d’Oro, è alimentata dalle acque glaciali del fiume Hvítá, che si gettano in una profonda gola scavata nel corso di migliaia di anni. La sua particolarità è la struttura a due salti: l’acqua precipita prima per circa 11 metri e successivamente per altri 21 metri, creando un’impressionante cascata a gradoni. In inverno, ghiaccio e neve trasformano Gullfoss in uno scenario quasi fiabesco.
“Cascata Öxarárfoss”
“Parco Nazionale del Pingvellir”
“Cavalli silandesi"”
“Gullfoss”
Il secondo giorno il tempo non è stato a nostro favore; siamo partiti altrettanto presto per raggiungere la parte nord-est dell’isola, abbiamo attraversato il tunnel che passa sotto l’oceano, ma poco dopo aver attraversato la costa ci ha colto una bufera di neve. Un’esperienza che non auguro a nessuno, con venti fino a 90 km/h, su strade che sono delimitate solo da paletti ogni cinque metri circa, nel bel mezzo del nulla.
In Islanda trovare paesi densamente popolati è molto raro, per lo più si incontrano case sparse nel nulla o se si è fortunati qualche paesello davvero piccolo. Ci è capitato durante la nostra permanenza di trovare macchina fuori strada finite nella neve per colpa di queste bufere.
Abbiamo deciso a quel punto di tornare indietro, ma poco prima di entrare in città la marea si è alzata, bloccando per qualche ora il ponte che collegava le due sponde. Dopo ore di ansia siamo riusciti a rientrare a Reykjavík; la giornata si è conclusa in un pub tema bowling nel centro della città.
“Cascata Gljùfrabùi”
“Cascata Seljalandsfoss”
600 chilometri nella natura selvaggia d’Islanda
Il tour per il Circolo d’Oro procede il terzo giorno: prima tappa le cascate spettacolari di Seljalandsfoss e Gljúfrabúi.
Seljalandsfoss è una delle cascate più iconiche e fotografate dell’Islanda. Situata lungo la costa meridionale, poco distante dalla Ring Road, è alta circa 60 metri. La sua caratteristica più famosa è il sentiero che permette di camminare dietro il salto d’acqua, offrendo una prospettiva davvero unica sulla cascata e sul paesaggio circostante; purtroppo in inverno il percorso può risultare parzialmente chiuso a causa del ghiaccio. In ogni stagione, però, conserva un fascino particolare: illuminata dalla luce del sole o circondata dalla neve, regala scenari da cartolina che l’hanno resa una delle attrazioni naturali più amate del paese.
A pochi minuti a piedi si trova Gljúfrabúi, una cascata meno conosciuta, ma posso confermare che è una delle più suggestive d’Islanda. Il suo nome significa letteralmente “abitante del canyon” o “cascata nascosta”, un riferimento alla sua posizione all’interno di una stretta gola rocciosa. Per raggiungerla infatti bisogna attraversare un piccolo passaggio tra le rocce e camminare lungo un corso d’acqua poco profondo. All’improvviso, il canyon si apre rivelando una cascata alta circa 40 metri che precipita all’interno di una cavità quasi completamente chiusa. L’effetto è spettacolare: le pareti del canyon, la luce che filtra dall’alto e gli spruzzi d’acqua creano un’atmosfera quasi magica.
A differenza della più famosa Seljalandsfoss, Gljúfrabúi offre un’esperienza più intima e avventurosa. Entrare nella gola e trovarsi di fronte alla cascata dà la sensazione di aver scoperto un luogo segreto nascosto nel cuore della natura islandese.
La seconda tappa è la cascata di Skógafoss, una delle cascate più spettacolari e potenti d’Islanda, nonché una delle attrazioni naturali più celebri della costa meridionale. Situata nei pressi del piccolo villaggio di Skógar, lungo la Ring Road, questa imponente cascata è alimentata dal fiume Skógá, che nasce dai ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull. La cascata colpisce per la sua forma quasi perfettamente rettangolare e per l’enorme quantità d’acqua che precipita con forza creando una nube costante di spruzzi.
Secondo una leggenda islandese, uno dei primi coloni della zona avrebbe nascosto un tesoro in una grotta dietro la cascata. Si racconta che alcuni abitanti riuscirono a trovare il forziere, ma che ne recuperarono soltanto un anello prima che scomparisse nuovamente tra le acque. Ancora oggi questa storia contribuisce ad alimentare il fascino misterioso del luogo.
Ai piedi della cascata è possibile avvicinarsi molto al salto d’acqua, percependone tutta la forza e il fragore. Per chi desidera una vista diversa, una lunga scalinata conduce alla sommità della cascata, da dove si può ammirare il fiume che attraversa il paesaggio islandese prima di precipitare nel vuoto. Skógafoss è anche il punto di partenza del celebre sentiero Fimmvörðuháls, uno dei trekking più famosi d’Islanda, che attraversa montagne, ghiacciai e numerose cascate lungo il percorso.
La terza e ultima tappa della giornata la Diamond Beach, uno dei luoghi più spettacolari e fotografati d’Islanda. Situata sulla costa sud-orientale dell’isola, nei pressi della celebre laguna glaciale di Jökulsárlón, questa spiaggia deve il suo nome ai numerosi blocchi di ghiaccio che si depositano sulla sabbia nera vulcanica, brillando al sole come veri e propri diamanti. Gli iceberg si staccano dal vicino ghiacciaio Breiðamerkurjökull, uno dei rami del grande e celebre ghiacciaio Vatnajökull, e galleggiano nella laguna di Jökulsárlón prima di raggiungere l’oceano. Le correnti e le onde li riportano poi sulla spiaggia, dove vengono modellati dall’acqua e dal vento in forme sempre diverse.
Il contrasto tra il nero intenso della sabbia vulcanica e il bianco-azzurro del ghiaccio crea uno scenario unico al mondo. Alcuni blocchi sono completamente trasparenti, altri presentano sfumature blu profonde, e ognuno riflette la luce in modo diverso rendendo il paesaggio in continua trasformazione. La spiaggia cambia continuamente aspetto a seconda delle maree, delle condizioni meteorologiche e della quantità di ghiaccio proveniente dalla laguna. Per questo motivo ogni visita è diversa dalla precedente e offre nuove opportunità per fotografie e osservazioni.
Durante l’inverno, con la neve e le brevi ore di luce, Diamond Beach assume un’atmosfera quasi surreale, mentre nelle giornate più limpide il sole illumina i blocchi di ghiaccio facendoli brillare come cristalli sparsi lungo la costa. Non è raro avvistare anche foche che nuotano nelle acque vicine o riposano tra gli iceberg.
In tutta la giornata tra andata e ritorno abbiamo macinato 600km in macchina, una delle tappe più stancanti, ma anche tra le più affascinanti in assoluto.
“Skógafoss”
“Fiume Skógá”
“Jökulsárlón”
“Diamond Beach”
Il quarto e ultimo giorno ci siamo dedicati alla visita della città e del museo Perlan, consigliatissimo per il cinema sferico che racconta della storia dell’aurora boreale.
I problemi però non sarebbero finiti, perché una volta arrivati in aeroporto il volo è stato cancellato per bufera di neve. Per fortuna la compagnia ci ha trovato un albergo per la notte, fatto trovare del cibo caldo e ricollocati su un volo il giorno dopo. In questa terra questi inconvenienti sono da mettere in conto, soprattutto se si visita nel periodo invernale, ma ne vale assolutamente la pena.
In Islanda i posti da visitare sono infiniti e sicuramente è un luogo che merita d’essere visitato tutto, ma per chi ha a disposizione pochi giorni e vuole godersi alcuni dei paesaggi migliori questo può essere un buon punto di partenza. Bisogna mettere in conto degli inconvenienti e godersi anche i piccoli momenti che l’isola regala.
L’Islanda è una terra che lascia il segno. In pochi giorni siamo passati da cascate impetuose a spiagge nere, da geyser in eruzione a lagune glaciali, attraversando paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Ogni strada percorsa, ogni sosta e ogni panorama hanno mostrato un volto diverso di quest’isola straordinaria, dove la natura è la vera protagonista.
Ma ciò che rende davvero speciale un viaggio in Islanda non sono soltanto i luoghi iconici. È il senso di libertà che si prova guidando tra spazi immensi, il silenzio che accompagna le giornate, la forza degli elementi e la consapevolezza di trovarsi in uno degli ambienti più incontaminati d’Europa.
Che si abbiano a disposizione pochi giorni o diverse settimane, l’Islanda riesce sempre a sorprendere e a regalare emozioni autentiche. È una destinazione che va oltre le fotografie e i racconti, perché certe sensazioni possono essere comprese davvero solo vivendo questi paesaggi in prima persona. E quando arriva il momento di partire, una cosa è certa: una parte di sé rimane per sempre tra il ghiaccio, il vento e le terre selvagge d’Islanda.

